Torregalli, Annunziata e Mugello ospedali a misura di donna

Le strutture fiorentine premiate con i Bollini Rosa

Hanno ottenuto i Bollini Rosa per il biennio 2022-2023 anche tre ospedali fiorentini della Toscana centro, insieme ai presidi ospedalieri aziendali di Prato, Pistoia, Pescia e Empoli. Il riconoscimento è arrivato a San Giovanni di Dio, il Santa Maria Annunziata e l’ospedale del Mugello per la loro attenzione alla salute della donna. A darlo la Fondazione Onda, l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, durante la cerimonia di premiazione che si è tenuta questa mattina. Tra i criteri di valutazione tenuti in considerazione anche il livello di preparazione dell’ospedale per la gestione di vittime di violenza fisica e verbale, oltre alla presenza di specialità cliniche che trattano problematiche di salute tipicamente femminili e trasversali ai due generi, tipologia e appropriatezza dei percorsi diagnostico-terapeutici e servizi clinico-assistenziali in ottica multidisciplinare gender-oriented, l’offerta di servizi relativi all’accoglienza delle utenti alla degenza della donna a supporto dei percorsi diagnostico-terapeutici (volontari, mediazione culturale e assistenza sociale).

I tre ospedali fiorentini sono impegnati insieme a più di 350 sul territorio italiano nella promozione della medicina di genere e si distinguono per l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie non solo femminili. I Bollini Rosa assegnati premiano infatti i servizi rivolti alle patologie dell’universo femminile ma anche quelle che riguardano trasversalmente uomini e donne in ottica di genere. L’iniziativa ha il patrocinio di Agenas, l’Agenzia Nazionale per i Servizi sanitari nazionali.

Il riconoscimento è stato accolto con soddisfazione dai direttori dei tre presidi ospedalieri, Simone Naldini per il San Giovanni di Dio, Andrea Bassetti per l’Annunziata e Claudia Capanni per l’ospedale del Mugello che avevano candidato i propri ospedali tramite un questionario composto da oltre 400 domande suddivise in 15 aree specialistiche più una sezione dedicata alla gestione dei casi di violenza sulle donne e sugli operatori sanitari.

 

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