Variante Omicron, l’Europa corre ai ripari

Variante Omicron, l'Europa corre ai ripari

Nonostante le rassicurazioni da Israele sull’efficacia della terza dose di vaccino, la nuova mutazione spaventa il Vecchio Continente. Vediamo le contromisure adottate dai vari Paesi.

La variante Omicron del coronavirus fa paura all’Europa. E mentre da Israele arrivano dati rassicuranti, secondo cui i vaccini che già abbiamo sarebbero sufficienti contro l’ultima mutazione, a patto di aver fatto il booster, nel Vecchio Continente si cercano contromisure per la nuova minaccia proveniente dal Sudafrica, oltre che per fronteggiare la quarta ondata della pandemia.

I primi dati da Israele – I primi dati mostrano che con tre dosi di vaccino Pfizer si è protetti dalla variante Omicron. Lo ha detto il ministro della Sanità israeliano Nitzan Horowitz. «La situazione è sotto controllo e non c’è motivo di panico. Ci aspettavamo una nuova variante e siamo pronti. Nei prossimi giorni avremo informazioni più precise sull’efficacia del vaccino, ma le prime indicazioni mostrano come coloro che hanno un richiamo siano molto probabilmente protetti contro questa variante».

Le rassicurazioni dello Spallanzani – Le In questa direzione vanno anche le dichiarazioni dello Spallanzani di Roma al termine di una teleconferenza tra la task force per lo studio delle varianti dell’Istituto e i colleghi del NICD (Istituto nazionale delle malattie infettive del Sudafrica): “I dati epidemiologici mostrati non sono al momento in grado di suggerire o confermare un possibile aumento di infezioni tra le persone vaccinate. È dunque possibile che i vaccini attualmente in uso mantengano la loro capacità di protezione contro la malattia grave anche in presenza della nuova variante”.

I dati Ecdc – Al 30 novembre risultano 44 i casi confermati della variante Omicron, segnalati da 11 Paesi dell’Ue e dello Spazio economico europeo (See): Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia (Reunion), Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna e Svezia. A fare il punto è il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), nell’ultimo aggiornamento epidemiologico diffuso oggi. “Sono stati segnalati anche numerosi casi probabili in tutta la regione, ma sono ancora in fase di indagine – ha puntualizzato l’ente -. La maggior parte dei casi confermati ha una storia di viaggi in Paesi africani, alcuni hanno preso coincidenze in altre destinazioni tra l’Africa e l’Europa”. Un altro elemento importante segnalato dall’Ecdc è che “tutti i casi per i quali sono disponibili informazioni sulla gravità erano asintomatici o presentavano sintomi lievi”. Finora “non sono stati segnalati casi gravi o decessi tra questi casi”. I casi di Omicron fuori dall’Ue/See sono stati segnalati al momento da nove Paesi e territori: Australia, Botswana, Canada, Hong Kong, Israele, Giappone, Sudafrica, Svizzera e Regno Unito.

La Germania e l’obbligo vaccinale – Dalla Germania, uno dei Paesi europei più in difficoltà di fronte a questa quarta ondata, il cancelliere tedesco in pectore Olaf Scholz si è espresso a favore dell’obbligo generale per il vaccino anti-Covid: «È importante stabilire un obbligo generalizzato alla vaccinazione». Il problema, poi, è che in Germania i reparti di terapia intensiva sono sovraccarichi. Così nel land tedesco del Baden-Württemberg ci si prepara a trasferimenti di pazienti verso altri Paesi. «Ci siamo preparati oggi, se fosse necessario, a trasferimenti all’estero», ha detto il ministro della Sanità del Baden-Württemberg, Manne Lucha. Diversi Stati si sono già offerti di accettare pazienti in terapia intensiva Covid dal Baden-Württemberg. Fra questi la Svizzera e, in Italia, la Lombardia. 

Nuovo picco di contagi in Francia«La situazione sanitaria si sta aggravando», ha detto il ministro della Salute francese Olivier Véran, riferendosi a una media di contagi giornalieri che potrebbe presto superare quella del picco della terza ondata dell’epidemia di Covid-19. Ciò «conferma l’aumento della diffusione del virus sul territorio nazionale, con una media settimanale che supera i 30mila contagi al giorno»,ma ha aggiunto Véran, precisando che la vaccinazione consente di limitare il numero di casi gravi, ricoveri, rianimazioni e decessi: «Questo protegge attualmente il nostro Paese, e questa è anche l’utilità del Pass sanitario (il Green Pass francese), ma il numero dei casi gravi continua a salire: 1.700 pazienti sono nei servizi di rianimazione e intensivi. Per questo bisogna ampliare la campagna di richiami».

Contagi record in Svizzera – Il governo svizzero prepara una nuova stretta nelle misure anti-Covid, di fronte alla crescita dei contagi che ha superato l’incidenza di mille casi ogni centomila abitanti e ai nuovi potenziali rischi della variante Omicron. Il pacchetto prevede l’estensione dell’obbligo della mascherina e del Green Pass. Quest’ultimo sarà richiesto anche per le riunioni private con più di dieci persone. L’incidenza ha superato ieri i mille casi: nell’arco di 14 giorni vi sono 1014,67 contagi ogni 100mila abitanti. Il numero totale di infezioni delle ultime due settimane è 88.371. Il 65,67% della popolazione è vaccinato con due dosi. Dall’inizio della pandemia i casi registrati sono 1.014.645 e i morti 11.149.

Grecia: obbligo vaccino per gli over 60 – Ma c’è chi ha già dato il via all’obbligo vaccinale. Il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis ha annunciato la vaccinazione obbligatoria contro il Covid-19 per tutti i greci di età superiore ai 60 anni. Coloro che rifiuteranno dovranno pagare una multa mensile di 100 euro per ogni mese in cui non verranno vaccinati, a partire dal 16 gennaio. I fondi raccolti dalle multe saranno devoluti agli ospedali greci che combattono la pandemia. «Non è una punizione – ha detto Mitsotakis –. Direi che è una tassa sanitaria».

La cattedrale di Vienna diventa hub vaccinale – A causa dell’enorme richiesta la cattedrale di Santo Stefano, a Vienna, si mette a disposizione delle persone che si vaccinano sei giorni su sette. Nonostante il blocco in atto in Austria, la domanda per le vaccinazioni contro il Covid è molto alta, come ha riferito il servizio sanitario dell’Ordine di Malta e dell’ordine degli Ospitalieri di San Giovanni, che hanno commissionato la campagna. Da agosto nella Cappella Barbara sono stati somministrate esattamente 17.817 dosi di vaccino, di cui 10.123 dall’inizio di novembre e 2.872 solo lo scorso fine settimana. L’attività non interferisce con il programma della cattedrale: le sei messe feriali e nove festive che vengono celebrate, con i canti e le preghiere, aiutano e contribuiscono alla buona riuscita del servizio vaccinale. La vaccinazione contro il Covid è in corso anche in altre chiese in tutta l’Austria.

Torna la mascherina nel Regno Unito – Il Regno Unito reintroduce l’uso delle mascherine al chiuso. L’obbligo è previsto nei negozi e sui trasporti pubblici. Da ieri, inoltre, è attivo anche l’obbligo dei test per tutti gli arrivi nell’isola al fine di contenere la diffusione della variante Omicron. Il segretario alla Salute, Sajid Javid, ha affermato che le nuove restrizioni serviranno a garantire che le persone «possano godersi il Natale con le famiglie», aggiungendo che il Governo ha agito «rapidamente» e che intraprenderà ulteriori azioni «in modo proporzionato, ove necessario», anche se al momento non è necessario lavorare da casa. Si spera comunque che la nuova stretta possa essere revocata nello spazio di qualche settimana.

Russia: la richiedsta di Putin al Governo – Il presidente russo Vladimir Putin ha chiesto al Governo di preparare entro una settimana un piano d’azione per affrontare la diffusione della variante Omicron, rimarcando l’importanza di avere farmaci e ossigeno a disposizione, oltre che di lasciare posti letto in ospedale disponibili per i pazienti. «Prima di tutto è necessario monitorare con costanza l’efficacia dei test e dei vaccini, usare algoritmi chiari per ridurre la diffusione dell’infezione», ha dichiarato. Ieri la task force russa sul coronavirus aveva riportato 33.860 nuovi casi e 1.209 decessi.

Redazione Nurse Times

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