Concorso Estar, l’esperienza di tre giovani infermiere

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«Diverse difficoltà, fra domande ambigue e risposte annullate

di Margherita Barzagli

 

Lo scorso aprile quasi 6500 infermieri hanno partecipato al concorso Estar, il terzo dal 2016, che consentirà alla Toscana di avere una nuova graduatoria di infermieri da destinare al servizio sanitario regionale. Dopo le prove scritte, 2400 candidati sono stati ammessi alla prova orale prevista per fine maggio ma non senza qualche malumore. Diversi partecipanti hanno infatti denunciato di aver riscontrato anomalie ed errori nelle prove d’esame, tanto da indurre l’Ordine delle Professioni Infermieristiche Interprovinciale Firenze – Pistoia a istituire un gruppo di lavoro per verificare le prove e le correzioni del materiale d’esame. Alle selezioni di aprile hanno partecipato anche E., M. e L., tre giovani infermiere che confermano le perplessità di tanti infermieri che hanno preso parte alla prova.

«Le risposte alle domande di un concorso dovrebbero essere immediate, non opinabili» 

«Il concorso consisteva di una parte scritta a cui avrebbe fatto seguito una parte pratica dopo due settimane – spiega E., infermiera classe 1995 -. Il processo però non è stato lineare. Le domande della parte scritta avevano alcune risposte ambigue. Le risposte alle domande di un concorso dovrebbero invece essere immediate, non opinabili. Altrimenti abbiamo ragione tutti se non c’è una risposta univoca». Dello stesso parere sono M. e L.: «c’erano errori anche di grammatica, concettuali, di materie. Poi durante la prova hanno bloccato tutto per fare una correzione, creando caos», spiega la prima. «Inizialmente pensavo di non aver passato le prove poi invece sono stata ammessa all’orale. Ci sono state diverse difficoltà, fra domande ambigue e risposte annullate» spiega L..

Le tre infermiere hanno parlato anche di organizzazione non ottimale, di calca, di difficoltà ad accedere alla zona del concorso. Tutte e tre, dopo la laurea in infermieristica conseguita negli atenei di Pisa e di Genova, hanno intrapreso oltre al lavoro in strutture, anche lo studio per conseguire un Master. «Ho studiato con materiale personale e questo è stato il mio primo concorso – spiega M., che ha conseguito un Master in Infermiere di famiglia e di comunità e attualmente lavora in terapia intensiva -. In precedenza, avevo fatto concorsi per ottenere altri titoli ma non c’erano prove pratiche e teoriche. Vedremo cosa succederà con questo».

Anche E. ha un Master in Infermiere di famiglia e di comunità: «mi sono laureata due anni fa a Pisa, ho iniziato a lavorare in una Rsa, e dopo ho proseguito con il master. Avevo fatto il primo concorso Estar nel 2019 con le preselezioni a luglio, però poi non era andata bene. Avevo fatto anche un concorso a Padova, quindi ho iniziato a lavorare a Bologna dove ho un contratto indeterminato. Per questo concorso mi sono preparata anche grazie ai corsi di Opi Firenze Pistoia che sono stati davvero utili». L. invece si è preparata per il concorso con Alphatest e quiz, mentre sta seguendo un altro master dell’Università Telematica UniPegaso come infermiere strumentista di sala operatoria.

 

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