Infermieri e cure domiciliari: a casa del Paziente con i Medici di Usca, MMG e PLS.

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Gli Infermieri italiani protagonisti delle cure domiciliari: a casa del Paziente con i Medici di Usca, MMG e PLS.

Usca e infermieri sia come supporto a Mmg e Pls per assistere i loro pazienti sia dal punto di vista sanitario che sociale e a domicilio anche l’intervento infermieristico, in autonomia o in collaborazione con il Mmg, con interventi di natura tecnica, preventiva, educativa, riabilitativa, anche in caso di bisogni assistenziali complessi preesistenti o di nuova insorgenza in pazienti COVID positivi (gestione stomie, accessi vascolari a permanenza, ecc.).

E’ stata diffusa il 26 aprile la nuova circolare del ministero della Salute che aggiorna le linee guida per le cure domiciliari dei pazienti Covid dello scorso novembre (Circolare 30 novembre 2020).

Il documento, redatto da un Gruppo di Lavoro costituito da rappresentanti istituzionali, professionali e del mondo scientifico, illustra le modalità di gestione domiciliare del paziente affetto da COVID-19 da parte del medico di medicina generale e del pediatra di libera scelta sulla base delle conoscenze disponibili a oggi e dai caregiver, dagli infermieri e dai pazienti stessi.

Le raccomandazioni si riferiscono alla gestione farmacologica dei casi lievi di Covid-19. In linea generale, per le persone con queste caratteristiche cliniche non è indicata alcuna terapia, al di fuori di una eventuale trattamento sintomatico di supporto.

Tra le indicazioni si introduce la valutazione sui pazienti da indirizzare nelle strutture di riferimento per il trattamento con anticorpi monoclonali, vengono date indicazioni più accurate sull’utilizzo dei cortisonici, vengono specificati gli usi inappropriati dell’eparina, vengono indicati chiaramente i farmaci da non utilizzare. Infine, nei soggetti a domicilio asintomatici o paucisintomatici, viene esplicitato il concetto di “vigile attesa” come sorveglianza clinica attiva, costante monitoraggio dei parametri vitali e delle condizioni cliniche del paziente.

In particolare si consiglia di:

  • non modificare, a meno di stringente ragione clinica, le terapie croniche in atto per altre patologie (es. terapie antiipertensive, ipolipemizzanti, ipoglicemizzanti, anticoagulanti o antiaggreganti, terapie psicotrope)
  • utilizzare un trattamento di tipo sintomatico con paracetamolo o FANS in caso di febbre o dolori articolari o muscolari, a meno che non esista chiara controindicazione all’uso, o altri farmaci sintomatici su giudizio clinico
  • non utilizzare routinariamente corticosteroidi; inoltre, un utilizzo precoce di questi farmaci si è rivelato inutile se non dannoso, in quanto in grado di inficiare lo sviluppo di un’adeguata risposta immunitaria
  • utilizzare eparina solo nei soggetti immobilizzati per l’infezione in atto
  • evitare l’uso empirico di antibiotici; il loro eventuale utilizzo è da riservare esclusivamente ai casi in cui l’infezione batterica sia stata dimostrata da un esame microbiologico e a quelli in cui il quadro clinico ponga il fondato sospetto di una sovrapposizione batterica
  • non utilizzare idrossiclorochina, la cui efficacia non è stata confermata in nessuno degli studi clinici randomizzati fino ad ora condotti
  • valutare, nei pazienti a rischio di progressione di malattia, la possibilità di trattamento precoce con anticorpi monoclonali da parte delle strutture abilitate alla prescrizione.

Le linee guida segnalano inoltre che, a oggi, non esistono evidenze “solide e incontrovertibili (ovvero derivanti da studi clinici controllati)” di efficacia di supplementi vitaminici e integratori alimentari (come vitamine, inclusa vitamina D, lattoferrina, quercitina), il cui utilizzo per questa indicazione non è, quindi, raccomandato.

Sulla base dell’analisi della letteratura scientifica disponibile e delle caratteristiche tecniche dei saturimetri disponibili in commercio per uso extra-ospedaliero, le linee guida considerano poi come valore soglia di sicurezza per un paziente Covid-19 domiciliato il 92% di saturazione dell’ossigeno.
Se la saturazione dell’ossigeno scende sotto il 92% si deve valutare il ricovero e ossigenoterapia a casa.

Il documento verrà comunque periodicamente aggiornato, per  rendere le indicazioni conformi alla pratica clinica internazionale, sulla base delle conoscenze scientifiche emergenti.

A QUESTO LINK LE NUOVE LINEE GUIDA

L’articolo Infermieri e cure domiciliari: a casa del Paziente con i Medici di Usca, MMG e PLS. proviene da AssoCareNews.it – Quotidiano Sanitario Nazionale.

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