Medici, Infermieri e OSS ricollocati: la bella vita dei no vax.

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Medici, Infermieri e OSS: per alcuni la ricollocazione rappresenta un’opportunità e si sono accomodati nella bella vita degli effetti del provvedimento disciplinare.

La riprova che alcuni Medici, Infermieri e OSS ricollocati stiano meglio dei colleghi vaccinati sottolinea l’inefficacia della soluzione trovata.

Se i provvedimenti disciplinari in tal senso volevano portare ad una scelta di vaccinarsi per disperazione, così non è stato.

Anzi, secondo le dichiarazioni social in gruppi di discussione, la “pena” è veramente molto dolce.

E in effetti è indiscutibile che CUP, archivi, centralini e quant’altro possano essere interpretati come upgrade dal punto di vista del carico di fatica lavorativa. Non perchè in questi ultimi ambienti non si lavori o non ci siano elementi di criticità e stressogeni ma perchè “ogni tanto cambiare aria fa bene”.

E tutto questo con una riduzione palpabile della sempre più gravosa responsabilità professionale, perdendo soltanto le indennità stipendiali.

Ci sono quindi anestesisti, chirurghi, specialisti, oss, infermieri che scelgono di continuare a non essere vaccinati perchè oltre alle convinzioni personali si trovano pure bene nella nuova situazione lavorativa.

Ricorda insomma un pò Checco Zalone nel suo Quo Vado, dove un dipendente pubblico (il posto fisso!) viene ricollocato in mansioni volutamente disagiate.

Trovando però sempre il modo di adattarsi e trarne beneficio.

E chi si è vaccinato per senso del dovere? Nelle tute aspettando l’obbligo della terza dose.

L’articolo Medici, Infermieri e OSS ricollocati: la bella vita dei no vax. proviene da AssoCareNews.it – Quotidiano Sanitario Nazionale.

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