Gli infermieri NoVax ricorrono alla vaccinazione antitetanica per salvare il posto di lavoro

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Gli infermieri NoVax ricorrono alla vaccinazione antitetanica per salvare il posto di lavoro

Gli infermieri e gli altri professionisti che hanno deciso di non affidarsi alla scienza per combattere la pandemia di Covid-19 preferiscono affidarsi alle bufale del web e ad escamotages sconclusionati per evadere l’obbligo vaccinale.

Sarebbero in molti i “professionisti” della salute ad avere tentato di sfuggire alla chiamata dell’Hub sfruttando una presunta controindicazione della vaccinazione antitetanica.

Ferite autoinflitte e finti morsi di animale per avere diritto all’antitetanica

Secondo il bugiardino infatti, dopo aver ricevuto la vaccinazione antitetanica devono passare tre mesi prima di poter inoculare un vaccino con virus vivo attenuato, come quello della rosolia, della parotite e della varicella e, nel caso di morbillo, fino a 5 mesi.

Così alcuni sanitari no vax dell’Asl di Biella stanno cercando di usare questa indicazione della scheda tecnica per evitare il vaccino contro il Covid-19.

Ma la Regione ha prontamente spiegato che i vaccini a mRna non abbiano il virus vivo attenuato e che il trucco sarebbe sbagliato sia dal punto di vista clinico che deontologico. Questa scusa per evitare il vaccino contro il Covid “non funziona e anzi potrebbe ravvisare il reato di rifiuto e omissione d’atti d’ufficio”. 

È in preparazione una circolare per avvisare tutte le Aziende Sanitarie della regione, fanno sapere da piazza Castello.

Dott. Simone Gussoni

L’articolo Gli infermieri NoVax ricorrono alla vaccinazione antitetanica per salvare il posto di lavoro scritto da Dott. Simone Gussoni è online su Nurse Times.

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