Umbria: Costituito il coordinamento regionale delle professioni sanitarie

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Covid ed essere sanitari: quando a lottare in quel letto di ospedale c'è un familiare

Momento storico per le professioni sanitarie dell’Umbria.

Nei giorni scorsi, per la prima volta, i rappresentanti degli Ordini di Perugia e Terni dei medici, dei veterinari, dei biologi, degli infermieri, delle ostetriche, dei farmacisti, degli psicologi e dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, si sono riuniti in videoconferenza per fare il punto della situazione dopo i difficili mesi dominati dalla pandemia e per gettare le basi di una futura collaborazione con l’obiettivo di tutelare la salute dei cittadini.

Proprio con questa finalità, quale primo atto, è stato deciso di costituire un coordinamento regionale delle professioni sanitarie, composto dai presidenti degli Ordini delle professioni sanitarie della Regione dell’Umbria. Il Coordinamento si propone quale organo tecnico professionale, forte della sua multidisciplinarietà, competenza tecnica e conoscenza del valore dei propri professionisti iscritti (oltre 15mila), con l’obiettivo primario della tutela della salute della cittadinanza: un luogo di confronto aperto, dunque, e del dibattito per elaborare strategie ed azioni comuni in tema di sanità.

Le professioni sanitarie, in prima linea durante l’ultimo anno di pandemia con significative azioni di contrasto alla diffusione del covid-19, memori delle difficoltà incontrate nel periodo dell’emergenza a causa dei tagli alla sanità con particolare riferimento al personale, non hanno intenzione di fermarsi qui ed anzi lanciano un accorato appello alle Istituzioni regionali affinché le loro competenze tecniche professionali vengono coinvolte direttamente nell’adozione delle strategie e scelte sanitarie regionali.

A tal proposito nella giornata di oggi i presidenti degli Ordini delle professioni sanitarie hanno inviato una lettera alla presidente Tesei, all’assessore alla sanità Coletto, al direttore generale “salute e welfare” Braganti, al commissario regionale per l’emergenza D’Angelo, alla dirigente del servizio di prevenzione, sanità veterinaria e sicurezza alimentare Ricci e, per conoscenza, a tutti i consiglieri regionali per chiedere formalmente l’istituzione della Consulta delle professioni sanitarie e socio-sanitarie, un organo consultivo permanente in seno alla Regione dell’Umbria.

“Si tratta di un’iniziativa – spiegano i presidenti – peraltro già adottata a livello nazionale (D.M. 7 gennaio 2020) con le federazioni degli ordini delle professioni sanitarie nonché in alcune regioni italiane, in grado di fare la differenza in un momento storico così delicato per il sistema sanitario nazionale e regionale, messo a dura prova dalla pandemia.

Siamo convinti che i campi di conoscenza, sia tecnica che scientifica, che le nostre professioni detengono siano in grado di produrre maggiori risultati agendo in rete, e dunque in team, nell’ambito di un confronto costante e costruttivo.

Crediamo che sia giunto il momento di far fare alla nostra sanità un salto di qualità, adottando un nuovo paradigma sanitario che sia in grado di offrire agli utenti soluzioni e risposte sempre più adatte alle loro rinnovate esigenze di salute. Gli ordini delle professioni sanitarie di Perugia e di Terni sono pronti a fare la loro parte, mettendo a disposizione delle Istituzioni locali i “know how”” delle loro professionalità per il benessere collettivo. Attendiamo fiduciosi una risposta delle Istituzioni regionali a stretto giro”.

Fonte: UmbriaJournal

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