Roma, presentata la Costituzione etica della FNO TSRM PSTRP

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Roma, presentata la costituzione etica della FNO TSRM PSTRP

Il ministro Speranza ha presenziato all’evento: “Contributo alla creazione di un orizzonte comune per la sanità del Paese”.

Alla presenza del ministro della Salute, Roberto Speranza, è stata presentata all’Auditorium Antonianum di Roma la Costituzione etica della Federazione nazionale Ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (FNO TSRM PSTRP). Come si evince dal nome, si tratta di un testo “costituente”, che avrà valore sovraordinato rispetto ai codici deontologici delle singole professioni. Insomma, una carta valoriale capace di unire 19 professioni sanitarie, che aspira a diventare guida preziosa per tutto il mondo della sanità. Un testo su cui sicuramente ha influito la pandemia, che ha rimodellato bisogni ed esigenze degli assistiti e dei professionisti. In definitiva, «una pietra angolare su cui costruire la casa comune», come l’ha definita Alessandro Beux, past president della FNO TSRM PSTRP, che ha fortemente voluto il progetto.

Il gruppo di coordinamento che ha lavorato alla stesura definitiva è composto da Massimo Angelelli, Angelo Di Naro, Fabrizio Mastro, Laila Perciballi, Daniele Rodriguez, Tiziana Rossetto e Francesco Siano. Denominato “Etica, deontologia e responsabilità professionale quali comune codice denominatore” e coordinato dall’avvocato Laila Perciballi, il progetto è nato nel maggio 2019. La Commissione, composta da 19 membri effettivi e 19 supplenti, espressione delle professioni afferenti alla FNO TSRM e PSTRP, ha lavorato all’individuazione degli elementi valoriali trasversali e, attraverso un profondo lavoro di studio e di comparazione di tutti i codici etici e deontologici, nazionali, europei e internazionali, nonché delle normative, delle raccomandazioni, delle convenzioni, ha individuato un decalogo di dieci parole chiave (persona, salute, responsabilità, relazione, informazione, competenza, consenso, multiprofessione, equità, privacy), poi individuati come macrotemi di fondo su cui sviluppare il documento.

La Costituzione spazia tra diversi temi di particolare rilevanza: dalla centralità della persona (art. 5) alla definizione di salute (art. 14), intesa come “condizione dinamica di benessere fisico, mentale, spirituale, sociale e ambientale, non mera assenza di malattia”; dalla promozione della prevenzione (art. 16) al dovere per il professionista sanitario di attuare una informazione sanitaria accessibile, trasparente, rigorosa e prudente, fondata sulle conoscenze scientifiche acquisite e non divulgando notizie atte a suscitare o ad alimentare illusioni, false aspettative o timori infondati (art. 25); dal valore della multidisciplinarietà (art. 34) al concetto di equità in salute (art. 46), definito come “la pari capacità di beneficiare dell’accesso ai servizi sanitari e alle prestazioni di qualità, per ogni persona e in ogni parte del territorio, secondo appropriatezza, nel rispetto dei principi di proporzionalità e giustizia distributiva, riguardo ai bisogni di salute del singolo e dei componenti della comunità”.

«La Costituzione etica prova a dare un messaggio di fondo, di disponibilità e consapevolezza per la costruzione di un orizzonte per il Paese», ha detto Speranza, che poi ha rilanciato il ruolo della Consulta delle professioni sanitarie nella costruzione della sanità del futuro. Nel suo discorso, inoltre, ha tenuto banco l’argomento coronavirus, con particolare riguardo alla variante Delta, che non permette di abbassare la guardia: «Sono stato tra i più cauti, perché il percorso di riaperture fosse graduale. Oggi i numeri parlano chiaro: avevamo 30mila persone negli ospedali, ora ne abbiamo 1.500. In questo momento 220 persone sono in terapia intensiva, un calo del 90% rispetto al picco. I contagi scendono. Ma la partita non è finita a causa delle tante varianti».

Speranza ha lanciare poi uno sguardo al futuro: «Per una fase lunga la lotta contro la pandemia è stata l’unica attività di cui ci siamo potuti occupare. Ora possiamo aumentare gli investimenti e provare a disegnare il sistema di sanità pubblica dei prossimi anni. Dobbiamo trasformare la crisi in opportunità. La grande novità è la consapevolezza di cittadini e istituzioni della necessità di investire nel Ssn, ma non è stato sempre così in passato. Con il Pnrr abbiamo 20 miliardi a disposizione, mediamente venti volte le cifre degli anni precedenti. Ma servono riforme. Alcune cose vanno cambiate, come l’assistenza territoriale e domiciliare. E poi bisogna investire su tecnologie e innovazione. Nel PNRR ben 4 miliardi sono destinate alla sostituzione di tutte le attrezzature tecnologiche con più di cinque anni».

«La Federazione nazionale – ha commentato Teresa Calandra, presidente della FNO TSRM PSTRP – ha realizzato un documento dal linguaggio semplice, chiaro, corretto e comprensivo, in cui si possano rispecchiare tutte le professioni dell’Ordine e costituisce da oggi il nostro punto di riferimento e quello per le persone assistite con cui i nostri professionisti sanitari entreranno in qualsiasi forma di relazione».

«Fatta la Costituzione etica, parafrasando Massimo D’Azeglio, bisogna fare i professionisti sanitari, le persone, le istituzioni, e dunque educare ai valori della Costituzione etica con competenza, convinzione e dedizione», ha spiegato l’avvocato Laila Perciballi, coordinatrice della Commissione che ha redatto il testo e referente per le relazioni con la cittadinanza della FNO TSRM e PSTRP.

All’evento è intervenuta anche l’ex ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che ha detto: «Il maxi ordine non nasce solo dalla fusione e dall’unione di tante professioni sanitarie, ma da radici comuni, che sono state illustrate in questa carta per rendere vivi alcuni principi costituzionali e attualizzarli».

Infine la presidente della Commissione Sanità, Annamaria Parente: «Dobbiamo avere una visione della sanità per assicurare il continuum assistenziale. In Commissione vi chiederò l’apporto su come  possiamo costituire dei team multidisciplinari a tutto tondo. E un qualificato supporto sulla questione della formazione».

Redazione Nurse Times

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