Anche le infermiere volontarie della Croce Rossa potranno vaccinare. E perché non coinvolgere gli Oss?

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Le infermiere volontarie della Croce Rossa: facciamo il punto della situazione

Si allarga la platea dei vaccinatori in questa fase in cui la somministrazione dei sieri è prioritaria per continuare il percorso di uscita dall’emergenza covid 19

Ad essere abilitate, con l’approvazione del Decreto legge 22 marzo 2021, n. 41 (“Misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza da Covid 19”) ci sono anche le infermiere volontarie della Croce Rossa Italiana.

Anche in questo caso nulla di strano, anzi dovendo far fronte ad una massiccia campagna vaccinale, è opportuno reclutare tutte le forze possibili.

Vanno però sottolineati un paio di aspetti legati a questo provvedimento entrato in vigore lo scorso 31 maggio con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale: le infermiere volontarie della Croce Rossa Italiana, in ambito civile sono equiparate agli operatori socio sanitari.

Allora viene da chiedersi: perché non abilitare anche gli Oss più strettamente definiti nella somministrazione di vaccini?

Nessuno si opporrebbe, neanche la Fnopi (la Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche) che nulla ha detto quando gli infermieri sono stati “scavalcati” in questa campagna vaccinale da qualunque altra professione sanitaria.

Del resto per la Fnopi (i suoi vertici e la schiera di portavoce) la vaccinazione “è solo un atto tecnico”.

Per buona pace della professionalità di 450mila infermieri italiani.

Redazione Nurse Times

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