Cinque Infermieri sospesi e senza stipendio fino a fine 2021 perché contrari al vaccino anti-Covid.

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Sono ben 5 gli Infermieri brindisini sospesi fino a fine anno perché no-vax. Rifiutarono il vaccino anti-Covid e ora sono stati lasciati a casa senza stipendio.

E’ un periodo duro per gli Infermieri e per gli altri professionisti sanitari e socio-sanitari no-vax. Le aziende sanitarie stanno provvedendo, infatti, a sospendere dal servizio e a minacciare di licenziamento gli operatori che decidono di non vaccinarsi contro il Coronavirus.

Sta accadendo in tutta Italia e specialmente in Puglia, dove è emblematica la sospensione senza stipendio fino al 31 dicembre 2021 di 5 Infermieri. E’ questa la sanzione inflitta dall’Azienda Sanitaria Locale di Brindisi a cinque suoi dipendenti che si sono rifiutati di sottoporsi al vaccino anti Covid.

I 5 provvedimenti di sospensione sono stati firmati dal direttore generale dell’azienda sanitaria Giuseppe Pasqualone. Lo riferiscono i colleghi del Corriere della Sera.

È la svolta di un braccio di ferro che a Brindisi va avanti da mesi tra i vertici della sanità locale e un nutrito gruppo di lavoratori che fino a oggi non hanno voluto immunizzarsi contro il coronavirus.

La sospensione ha colpito quattro infermieri e un tecnico di laboratorio mentre un medico, anch’egli su posizioni no vax, ha ricevuto una diffida. La Asl di Brindisi aveva più volte sollecitato i dipendenti restii al vaccino a sottoporsi al farmaco e a esporre le ragioni del loro rifiuto. Nel frattempo erano stati tutti posti in ferie forzate. Il 21 maggio scorso avevano ricevuto un nuovo invito a farsi vaccinare. ma la risposta era stata ancora una volta negativa; anzi, alcuni di loro hanno chiesto di poter riprendere normale servizio. Da qui la decisione di passare a una sanzione disciplinare più dura. A Brindisi sarebbero ancora una sessantina i sanitari che rifiutano la protezione anti Covid; l’azienda sanitaria sta valutando caso per caso le loro ragioni.

Attualmente la vaccinazione contro il coronavirus non è obbligatoria in Italia ma più volte e da più parti ci si è chiesti se la libertà di scelta possa essere tollerata da chi lavora in ospedali e ambulatori.

Anche il virologo Roberto Burioni aveva invitato il governo a riflettere sull’opportunità di un intervento legislativo contro i no vax nella sanità.

Nel frattempo le Asl sono andate avanti in ordine sparso: c’è chi ha destinato il personale riluttante a mansioni non a contatto con i pazienti, chi ha fatto ricorso alle ferie forzate e chi, come accaduto a Brindisi allo stop alla retribuzione.

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